Produzione
Agherose srl
Lorenzo viene a conoscenza degli studi e delle ricerche del linguista friulano Ugo Pellis, che agli inizi del ‘900 attraversò l’Italia per realizzare una delle più importanti inchieste dialettologiche mondiali: l’Atlante Linguistico Italiano. Durante i suoi viaggi, Pellis non raccolse soltanto migliaia di schede dialettali, ma scattò anche più di 7.000 fotografie. Sono queste ad interessare Lorenzo, affascinato da quella moltitudine di volti che, a distanza di quasi cent’anni, sembra volergli dire qualcosa. Con l’obiettivo di tornare sui luoghi delle fotografie e di cercare le persone ancora in vita, Lorenzo intraprende un viaggio sulle tracce di Pellis partendo dai primi luoghi della sua ricerca, in Friuli, per poi arrivare nella terra che il linguista visitò più volte: la Sardegna. Friuli e Sardegna sono due mondi arcaici che diventano rapidamente industriali e, ormai, già post-industriali.
La “caccia all’uomo” di Lorenzo comincia spesso dai bar o dalle case per anziani, ma a volte diventa persino porta a porta. Tutti i veicoli sono ammessi ai fini della ricerca: alle volte c’è un treno, altre un autobus, altre ancora è l’autostop il metodo migliore per cercare informazioni. Il viaggio diventa un carosello di esperienze, incontri, colpi di scena e sorprese, in cui i veri protagonisti sono le persone che Lorenzo incontra, e soprattutto i loro ricordi. La sua ricerca è fatta di successi e fallimenti, e a volte le esperienze più incredibili nascono da incontri inaspettati, come quello con un’anziana signora che vive in un villaggio abbandonato e ha creato un museo personale per conservare il ricordo della sua famiglia.
A volte è ancora possibile trovare testimoni diretti, come due anziane cugine che vivono ad Erto, nella stessa casa dove erano state fotografate da bambine nel 1930. Altre volte, invece, è difficile trovare le tracce giuste dopo tanti anni. I paesaggi sono cambiati, le persone sono morte, un terremoto ha distrutto gli edifici per sempre.
Attraverso le esperienze umane vissute, Lorenzo riflette sul significato della memoria, nella sua
compenetrazione con la lingua, l’identità e la diversità, l’amore e la morte. Perché l’atlante linguistico di Pellis va oltre le parole e le immagini. È come un grande mappa da esplorare a più dimensioni, per capire di avere un posto nel tempo. È un atlante della memoria.

Produzione
Agherose srl
Produzione
Terra de Punt (in associazione)
Con il sostegno di
Società Filologica Friulana
Con il sostegno di
Fondo per l’Audiovisivo del FVG, FVG Film Commission, Regione Autonoma della Sardegna, Fondazione Sardegna Film Commission, MiBACT
Lorenzo Fabbro
Lorenzo Fabbro e Dorino Minigutti
Sceneggiatura
Debora Vrizzi
Direzione della fotografia
Maria Fantastica Valmori
Montaggio
Havir Gergolet
Suono / Presa diretta
Francesco Medda Arrogalla
Musiche originali